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UNA STORIA OLTRE L’AMOR(T)E – Valeria Bianchi Mian

Una donna risorta dalle ceneri. Si rialza, come una fenice. Ho già parlato di lei; ho narrato la sua storia a partire dal bel testo  – “Un’altra vita” – tracce di una creatura che ritrova la libertà.

L’esperienza di Filomena Lamberti è un percorso attraverso la morte – simbolica e, anche, reale – verso la rinascita. Nel buio, questa donna ha camminato da sola. Oltre il labirinto. Fuori dall’inferno – con un finale apparentemente tragico ma risolutivo. Un nuovo inizio che stravolge il dramma e si rivela romanzo – vero – di formazione. Dalla solitudine, l’autrice della propria vita, finalmente, apre la porta alla collaborazione, alla sorellanza, alla forza condivisa.

Per leggere il mio articolo su Psiconline: clicca qui.

“Un’altra vita” (Ed. Arti Grafiche Boccia, Salerno, 2017) che “non è un romanzo” ma “il coraggio di testimoniare”, di narrare non una ma due vite, se non addirittura tre. 

Chiamarlo “amore”, per quanto un amore possa essere patologico, estremamente malato, particolarmente deviato, (co)dipendente,  pericoloso e persino assassino non mi convince. Chiamarlo “amore”, questo legame tra due individui, stato o modo di vivere, non è del tutto corretto quando si oltrepassa il limite e si sconfina nel regno della violenza. Noi psicologi e psicoterapeuti siamo generalmente consapevoli del fatto che nel sentimento più elevato, in ogni ambito del vivere sociale, si celino molte ombre, si agitino voci contrarie a quando è apparenza, voglie distruttive, impulsi alla negazione dello stesso sentimento. Fare i conti con le ambivalenze che ci caratterizzano e ci rendono gli esseri umani che siamo è un percorso di coscienza. Non è per tutti. Ci sono casi in cui prevale il “nero”, l’assenza di anima, la “reificazione” dell’altro, il rendere la persona “amata”  un mero oggetto. Una cosa.

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Giulia Caira|Se stasera sono qui|2004|still video

Una cosa da sfruttare, da gettare via, da distruggere, giorno dopo giorno. Ci sono storie di prigionia che non sono percorsi ma punti fermi senza scampo.

 

Ci sono donne come Filomena Lamberti.

Anno 2012. Siamo all’inizio del mese di giugno. Interno notte: una stanza, un letto, una donna colta nel sonno dallo sguardo vigile di un uomo. Sono le quattro di mattina.
La dormiente viene destata dalla voce del “bastardo” (è questo il termine che Filomena Lamberti principalmente utilizza per indicare l’ex marito) che dice: “Vir’ che te ‘rongh’” – guarda che ti do. Le dice vedi cosa ti faccio. Vedi. Poi, senza ripensamento alcuno, lui le rovescia addosso una bottiglia di acido solforico, lo stesso acido che la coppia usava per sturare i tubi della pescheria a gestione familiare. Tutto brucia, tutto ha inizio.

Di associazioni che dedicano le proprie forze a sostenere le donne vittime di violenza domestica (e non ) ce ne sono moltissime. Per esempio, Linearosa Spaziodonna nasce a Salerno nel 1980 e ancora oggi è una rete, è un calderone di iniziative che fanno cultura di libertà. Per Filomena Lamberti questo spazio è un porto, ed è un punto di arrivo e di ripartenza per donne che vogliono imparare, conoscere per la prima volta, o re-imparare la libertà di spirito. Che è una cosa che si può far crescere, proprio come le piante nel giardino interiore.

La storia di Filomena si avvicina a quella di  altre donne che hanno subito violenza – a più livelli – proprio a partire dalle relazioni (an)affettive, e va ad aggiungersi alle narrazioni possibili come emblema, monito, nonché stimolo alla riflessione sul tema della libertà e del legame.

A Torino, gli incontri di Sì/AMO sono pensati anche per riflettere insieme ai partecipanti – singoli e coppie – sui limiti, sui confini tra desiderio e potere, tra sentimento e imposizione, tra corteggiamento e atteggiamento importuno, a partire dalla fase di innamoramento. Le serate e i gruppi co-condotti da me, Alessandra Giordano e Cristina Moretta offrono uno spazio per condividere impressioni e paure, desiderio di migliorarsi, svelare gli inganni nelle relazioni già avviate.

State connessi, perché vi terremo aggiornati sulle nostre iniziative.

 

 

 

 

 

 

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